FIBROMIALGIA E DISORDINI COGNITIVI
di Alessandra Beccaris (Consiglio Direttivo CReI)
La fibromialgia (FM) è una patologia reumatologica non infiammatoria che interessa tipicamente le donne giovani o di media età anche se può interessare pazienti di entrambi i sessi e di ogni età.
E’ caratterizzata da dolore diffuso persistente da oltre 3 mesi che interessa tutto il corpo compresa la colonna, da rigidità muscolare, stanchezza e sonno non riposante, da disturbi cognitivi e altri multipli sintomi quali ansia e/o depressione e riduzione funzionale delle capacità nello svolgimento della attività della vita quotidiana. In particolare le persone affette da FM possono sperimentare un insieme di disordini cognitivi che interferiscono con il lavoro o con le attività quotidiane. Possono essere compromesse soprattutto le funzioni esecutive a causa di una sensazione di annebbiamento mentale che viene definito con il termine di “fibro-fog”, possono essere presenti deficit della memoria visiva o verbale, deficit nella velocità di elaborazione delle informazioni, disturbi della concentrazione o dell’ attenzione, delle capacità di ragionamento o delle capacità di risoluzione di problemi.
Questi disturbi sembrano essere correlati alla severità del dolore, non sono spiegati dall’uso di farmaci e sono ampiamente indipendenti da disturbi psicologici quali depressione e ansia che talora caratterizzano il decorso della patologia. Da tempo i reumatologi CReI sono attivi con i pazienti fibromialgici ed oltre a prendersi carico del loro stato di salute e dei loro dolori muscolari, sono pronti a individuare il disordine cognitivo rimanendo in stretta connessione con le persone che vivono quotidianamente con questa patologia. Anche al prossimo Congresso CReI (9-11 Ottobre Bologna) il Collegio affronterà questo argomento, occupandosi inoltre di analizzare il grado di avanzamento e di disponibilità delle terapie più avanzate in ambito fibromialgico.

