TEMI E OBIETTIVI DI CIVITAREUMA 12ma EDIZIONE
Si svolge in questi giorni la dodicesima edizione di CivitaReuma, evento di formazione e aggiornamento che si svolge a Tarquinia, promosso e coordinato da Gian Piero Baldi. Il titolo prescelto per questa edizione di CivitaReuma è Malattie reumatiche: differenze di genere, scelte terapeutiche e terapie personalizzate, facendo confluire in un unico titolo alcune delle sfide attuali che la reumatologia – e non solo – deve affrontare per un rinnovamento effettivo del SSN.
Quest’anno – con un programma ricchissimo ed in cui sono previsti gli interventi e la partecipazione di Luis Severino Martin Martin, Daniela Marotto ed altri esponenti del Direttivo CReI – sono previste nell’agenda sette sessioni tematiche ed una tavola rotonda conclusiva. Abbiamo chiesto al coordinatore scientifico di illustrarci temi e obiettivi distintivi dell’appuntamento.
Dott. BALDI: ci vuole indicare contenuti e obiettivi della XII edizione di CivitaReuma?
BALDI – Il Civitareuma è ormai un consueto convegno-incontro tra medici specialisti – in primis Reumatologi ma anche Medici di famiglia – al fine di formare, informare e scambiare informazioni non solo riguardo le basi cliniche delle malattie reumatiche ma soprattutto riguardo le novità diagnostiche – per una diagnosi possibilmente sempre più precoce – e terapeutiche – per una terapia sempre più all’avanguardia.
Quali sono state negli anni le ricadute più rilevanti delle passate edizioni dell’evento?
BALDI – Siamo giunti questo anno alla dodicesima edizione e devo dire che è stato un crescendo di interazioni, approfondimenti scientifici e crescita culturale tra il tessuto territoriale specialistico e la medicina di base a tutela della salute dei pazienti reumatici
Nel programma c’è una forte sottolineatura sulle differenze di genere: perché questa attenzione?
BALDI – In questi ultimi anni si dedica sempre più attenzione alla differenza di incidenza, severità e prognosi articolare delle malattie reumatiche in rapporto alla differenza di genere ossia alle differenti ripercussioni di tali patologie autoimmunitarie, nella donna o nell’uomo. Il tutto si riflette poi anche in scelte terapeutiche sempre più personalizzate.