Programma del XXIII Congresso Nazionale CReI

XXIII Congresso Nazionale CReI La pandemia da COVID 19 oltre a cambiare la quotidianità della vita di ognuno di noi ha comportato molti cambiamenti nella professione medica, tutta protesa a far fronte a questa prolungata emergenza infettiva.

Il Collegio dei Reumatologi Italiani, dopo attenta valutazione, ha deciso di proseguire nella organizzazione del congresso annuale ma di realizzarlo in una versione online cercando di caratterizzarlo per la massima interattività possibile, affrontando gli argomenti scientifici e sociali di maggiore interesse ed attualità.

La sua organizzazione in 5 aree tematiche distribuite in altrettante 5 giornate, ognuna della durata di meno di 3 ore, risponde alla necessità da un lato di dare maggiore visibilità agli argomenti trattati, dall’altro di permettere a tutti i colleghi interessati, di partecipare in modo pieno e con massima attenzione a tutte le giornate webinar.
Non vi è dubbio che il format ideale del congresso rimane quello residenziale per la possibilità di realizzare sessioni scientifiche pratiche e per l’importanza che gli scambi esperienziali e culturali interpersonali hanno nella crescita sia professionale che umana di ognuno di noi. Tuttavia l’esperienza congressuale in modalità webinar, se pur necessaria per il prolungato lock-down e per la imprevedibile evoluzione del prossimo futuro, porta con se alcuni vantaggi che abbiamo cercato di far emergere.

Dalla massima interattività possibile, con la libertà di accedere in ogni momento a varie aree espositive, organizzative o congressuali. All’inserimento di momenti di cultura generale che ben si fondono, edulcorandola, con quella reumatologica.
Come da abitudine della nostra società scientifica, sempre protesa anche verso argomenti di carattere sociale e politico, la “settimana web della reumatologia” darà ampio spazio a riflessioni verticali su moderni aspetti di interazione tra la società, la politica, il territorio e la reumatologia in una visione pratica tesa a risolvere gli errori organizzativi e culturali o gli impedimenti che, ad oggi, pesano nel determinare l’handicap cronico che molte malattie reumatiche infiammatorie frequentemente realizzano negli anni.

L’obiettivo sociale del Collegio dei Reumatologi Italiani vuole essere il raggiungimento di un “handicap zero”. Per questo importante obiettivo, non solo clinico, ma politico, economico e sociale, c’è bisogno che più braccia lavorino sullo stesso argomento.
Noi del CReI ci siamo.


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